CHIUSURA DELLA SEZIONE DISTACCATA
Il Tribunale di Avezzano, nel panorama della razionalizzazione degli Uffici Giudiziari con la previsione di chiusura dei più piccoli, è tra quelli che, secondo il dettato normativo dovranno essere accorpati rectius eliminati.
In particolare il Tribunale di Avezzano dovrebbe essere accorpato a quello di Sulmona.
Lo spirito della legge è nella razionalizzazione ovvero nel miglior uso delle risorse al fine di contenere i costi.
La cosa ha avuto eco sui media e in televisione in quanto sia l’Avvocatura locale sia la popolazione hanno inscenato congiuntamente manifestazioni in favore del mantenimento del loro Tribunale.
Ciò è pienamente comprensibile e condivisibile in quanto il Tribunale appartiene non alla sola categoria degli Avvocati ma all’intera collettività cittadina alla quale fornisce accanto al fondamentale servizio giustizia una serie di altri servizi essenziali quali quelli contenuti nei provvedimenti del Giudice delle tutele.
In tempi nei quali la Giustizia è considerata un servizio i cui costi vanno contenuti anche rendendone più difficoltoso l’accesso appare coerente tale processo di accentramento dei Tribunali così come si spiega l’imposizione dell’obbligo preventivo della mediazione.
Il punto è, e sembra che il legislatore lo abbia dimenticato, che la giurisdizione (meglio definirla così che “servizio giustizia”) è l’essenza stessa di qualsiasi ordinamento la cui corretta, rapida e precisa esplicazione ne garantisce la sopravvivenza.
Così meglio inquadrata la giurisdizione è conseguente ritenere non solo che il suo funzionamento non possa e non debba essere condizionato a logiche economiche che meglio si adattano ad attività mercantili ma che ne debba essere facilitato al massimo l’accesso anche per finalità preventive legate al rispetto ed alla tutela dei diritti.
Voglio solo ricordare che una Giustizia lontana e difficilmente accessibile dà spazio alla “giustizia privata” con tutto quello che ne consegue.
Si dice che in Italia ci sono troppi processi civile e penali e per questo la Giustizia non funziona.
Si dice, ancora, o meglio si fa intendere che per risolvere il problema occorre ridurre il numero delle “pendenze” e per realizzare tale finalità si utilizza il metodo della difficoltà nell’accesso (mediazione), trappole processuali (dichiarazione di interesse nelle cause pendenti in Appello e in Cassazione) e multa consistente in caso di soccombenza nella richiesta di sospensione nella provvisoria esecuzione della sentenza di primo grado.
A tutto questo aggiungete il Giudice monocratico ovvero il Giudice unico nel processo di primo grado, non sempre magistrato ordinario, che decide con forza esecutiva e la lunghezza dei tempi della giustizia e con una semplice ed elementare riflessione e si potrà cominciare ad avvicinare il processo ad una scommessa.
Siamo ad un passo dall’imbarbarimento con il quale appare coerente il principio della soppressione dei tribunali considerati “minori”.
Ostia è la sezione distaccata del Tribunale di Roma ed in quanto tale, secondo le previsioni normative, andrà soppressa.
In realtà, al di là del nome fuorviante, il Tribunale di Ostia ha i numeri per essere equiparato ad un Tribunale autonomo anzi ad un Tribunale di capoluogo di Provincia.
Ha giurisdizione su un territorio di circa 300000 abitanti che, durante i mesi estivi, raggiunge e supera le 500000 unità di abitanti.
E’ vero che, in Italia, è l’unico Tribunale posto all’interno della stessa città ma è anche vero che i suoi circa 30 km che lo separano dalla sede centrale possono tradursi in circa due ore di percorrenza sia con i propri mezzi che con i mezzi pubblici.
Oltre tutto, ma ciò quanto interessa realmente?, nonostante la carenza di organico sia di personale amministrativo che di magistrati, si sta avviando ad un pareggio tra le sopravvenienze e lo smaltimento nell’arco dell’anno.
Allora, alla luce di tutto questo, perché ne è stata prevista la soppressione?
E’ possibile che il legislatore non fosse a conoscenza della utilità del Tribunale di gran lunga superiore alle spese che la sua istituzione comportava?
No. Non è possibile.
Allora perché la ventilata chiusura.
La causa è sempre la stessa: l’imbarbarimento della società.
Del resto se non fosse così perché non hanno chiuso quelle istituzioni inutili e costose che sono le provincie?
Perché non sono intervenuti seriamente sui costi della politica di cui oggi abbiamo scoperto la totale inutilità?
Dobbiamo, come classe forense, cercare di evitare che questo avvenga e dobbiamo farlo mettendo in campo ciò che ci contraddistingue o meglio che dovrebbe contraddistinguerci, l’intelligenza e la cultura.
Spiegheremo a chi di dovere quale è l’importanza di un Tribunale nel contesto di una collettività e come ne sia elemento fondamentale la vicinanza, per quanto possibile, a tale collettività.
In particolare dimostreremo perché il Tribunale di Ostia invece di essere chiuso dovrebbe essere portato d’esempio per la sua virtuosità raggiunta nonostante la scarsità delle risorse dimostrando che spesso l’intelligenza, la buona volontà e la disponibilità delle persone possono, senza bisogno di altro, risolvere molti problemi.
Spiegheremo tutto questo e, sono certo, che, tutti insieme, troveremo ascolto.
Auguri a tutti e buona fortuna.
M.G.