Non è semplice dare un'interpretazione corretta ad una sentenza della quale si conosce solo un breve estratto.
Tuttavia ci sembra di poter dire che la Corte d'Appello di Roma voglia innovare rispetto alla più che decennale giurisprudenza della Corte di Cassazione la quale, al contrario, ritiene ( oppure è meglio comincare a dire: riteneva? ) che nel caso degli articoli 785 e seg. C.p.c. il giudizio si articola in una molteplicità di fasi le cui singole sentenze non possono ritenersi definitive rispetto al giudizio nel suo complesso.
Cass. sez III n. 5415 del 17 / 05 / 95.( segue estratto )
..Fermi restando questi principi nella giurisprudenza di questa Corte vige la regola che, quando si articola in una molteplicità di fasi per la risoluzione delle varie controversie che possono sorgere tra i condividenti, quello di divisione ereditaria deve considerarsi un giudizio unico avente per oggetto l'accertamento del diritto di ciascun condividente ad una quota ideale dell'asse ereditario e la sua trasformazione in diritto di proprietà esclusiva su una corrispondente porzione di beni: fino a quando questo effetto non sia stato integralmente raggiunto, le sentenze che concludono le singole fasi del giudizio unitario hanno carattere strumentale e non possono considerarsi definitive rispetto al giudizio nel suo complesso.